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Montefiascone Medioevale Il Borgo

Nel periodo altomedioevale l’organizzazione e la gestione delle terre falische era demandata a due importanti insediamenti monastici: l’Abbazia di Farfa e l’Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata. Numerosi sono i documenti di transazioni e di vendite di proprietà e di terreni situati nel Vico o Cagio Flaviano o Flabiano, mentre non viene fatta alcuna menzione della città di Montefiascone. La maggior parte degli studiosi ha identificato questo Vico proprio con la zona posta alle pendici del colle falisco, dove sorgeva una chiesa che custodiva le reliquie del martire Flaviano.

Evidentemente la venerazione di tali reliquie era talmente importante e diffusa da dare il nome all' insediamento circostante. Un Privilegio di Leone IV, della metà del IX secolo, indica, in modo abbastanza preciso, la presenza, intorno a questa primitiva chiesa, dedicata a Santa Maria, di una serie di a bitazioni che costituivano un borgo. Dunque, a Montefiascone, accanto all’insediamento sito sulla sommità del colle, dove si trovava un nucleo fortificato, attestato con sicurezza solo a partire dal 1048, c’era un nucleo abitativo anche ai piedi del declivio, sviluppato intorno al fulcro religioso della chiesa e posto in prossimità dello snodo viario del quale la Cassia, e quindi la Francigena, costituiva l’arteria principale.

Questo borgo subì una distruzione che dovette essere completa coinvolgendo in modo massiccio anche la chiesa, quando nel 1187, l’esercito viterbese, al servizio del Papa, con un violento incendio, costrinse alla resa le truppe imperiali arroccate nella fortezza falisca. La popolazione si spostò allora verso l’alto, lasciando il primo insediamento cosicché l’abitato intorno alla fortificazione si ampliò notevolmente, sviluppandosi soprattutto verso settentrione, lungo il versante meno ripido dell’altura, venendo, in seguito, compreso all’interno di una nuova cinta muraria.

Al di fuori della prima cerchia di mura sorsero, in piena età medievale, importanti centri monastici. Il cenobio minorita di S. Francesco e quello eremitano di S. Agostino, posti rispettivamente nella zona orientale e in quella occidentale dell’abitato, furono costruiti nella immediate vicinanze delle porte cittadine. Il convento benedettino di S. Pietro, collocato nella parte terminale del Borgo Minore, fu inglobato all’interno di una nuova cinta muraria che, ampliando quella preesistente, andò a racchiudere i nuovi borghi nati per la progressiva crescita del centro. Di essa sono tuttora visibili dei resti come alcune torri circolari, in parte nascoste tra le abitazioni. Utili testimonianze della sua conformazione vengono fornite da alcune vedute sei-settecentesche della città tra le quali, particolarmente interessante risulta un disegno, a penna e acquerello, datato 12 gennaio 1657.

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