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Montefiascone Medioevale Il Castrum

La prima menzione del “Castrum Montisflasconis” risale al 1048. In questo periodo l’abitato era strutturato in due nuclei : il castello, situato sulla sommità del colle, e il borgo, collocato nelle pendici intorno alla chiesa di Santa Maria, esistente già dal IX secolo. I due centri coesistettero fino al 1187 quando, a seguito della distruzione del borgo, incendiato dai viterbesi, la popolazione dovette trasferirsi più in alto andando così ad ampliare il nucleo preesistente. L’espansione urbanistica successiva a tale evento, ha interessato il fianco nord della collina poiché, in questa zona, la conformazione meno ripida del terreno ha certamente facilitato l’insediamento.

La fortificazione medievale, probabilmente, si inserisce all’interno della politica di riorganizzazione del territorio messa in atto dai papi tra il X e l’inizio del XIII secolo allo scopo ristabilire una rete di strutture difensive efficienti capaci di ovviare al problema della disgregazione del Patrimonio. Il periodo di massimo splendore per il castello di Montefiascone dovette iniziare quando papa Innocenzo III lo destinò a sede del Rettore del Patrimonio di S. Pietro in Tuscia, pur avendone stabilita la capitale a Viterbo.

Al di fuori della prima cerchia di mura sorsero, in piena età medievale, importanti centri monastici. Il cenobio minorita di S. Francesco e quello eremitano di S. Agostino, posti rispettivamente nella zona orientale e in quella occidentale dell’abitato, furono costruiti nella immediate vicinanze delle porte cittadine. Il convento benedettino di S. Pietro, collocato nella parte terminale del Borgo Minore, fu inglobato all’interno di una nuova cinta muraria che, ampliando quella preesistente, andò a racchiudere i nuovi borghi nati per la progressiva crescita del centro. Di essa sono tuttora visibili dei resti come alcune torri circolari, in parte nascoste tra le abitazioni.

La chiesa era stata luogo di importanti avvenimenti storici che ebbero per protagonisti alti prelati e pontefici. Il borgo viene nominato, per esempio, nell’itinerario di Sigeric, arcivescovo di Canterbury, risalente agli anni 990 - 994. Inoltre, fu proprio qui che Gregorio VII, nel 1074, incontrò la contessa Beatrice di Toscana e sua figlia Matilde per invitarle a partecipare, in qualità di sue alleate, alla spedizione contro i Normanni che stava preparando.

Nel 1123, papa Callisto II emise da San Flaviano due bolle e, nel 1133, l’imperatore Lotario vi celebrò la Pasqua, mentre si recava a Roma per sostenere Innocenzo II contro l’antipapa. La basilica mantenne questo importante ruolo anche nel periodo del suo isolamento, seguito alla distruzione del borgo. Infatti, si provvide immediatamente a porre rimedio ai danni da essa subiti, in modo che l’edificio continuasse a essere oggetto di attenzione da parte dei pontefici. Nel 1282, ad esempio, Martino IV pubblicò “apud Montemflasconem ante ecclesiam Sancti Flaviani, in festo Dedicationis Principis Apostolorum ...” un Breve nel quale era contenuta una minaccia di scomunica contro Pietro d’Aragona e Michele Paleologo, imperatore d’Oriente, i quali, nel corso dei Vespri Siciliani avevano sconfitto Carlo d’Angiò re di Sicilia.

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